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Sono...
Uno, nessuno e centomila pensieri.
Una logica sospinta dalla fantasia.
Un anacronismo.
Non un ma Il Lupo.
"The Howl" - Wolfstone
1. "Cyrano" - E. Rostand
2. "The Lord of the Rings" - J.R.R. Tolkien
3. "Non ti muovere" - M. Mazzantini
4. "Lord of Light" - R. Zelazny
5. "The World according to Garp" - J. Irving
6. "Il Nome della Rosa" - U. Eco
7. "Stranger in a Strange Land" - R. Heinlein
8. "Flowers for Algernon" - D. Keyes
9. "E" - M. Beaumont
10. "Shogun" - J. Clavell
1. "84 Charing Cross"
2. "Shadowlands" ("Viaggio in Inghilterra")
3. "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" ("Se mi lasci ti cancello")
4. "Young Frankenstein" ("Frankenstein Junior")
5. "The Rocky Horror Picture Show"
6. "Remains of the day" ("Quel che resta del giorno")
7. "Neverland"
8. "When Harry met Sally" ("Harry ti presento Sally")
9. "The shop around the corner" ("Scrivimi fermo posta")
10. "Harold and Maude"
Un po' di tutto... come sempre.
utente anonimo in Botte di culoOssia q...
Skorpius in E' bello, amore, sen...
utente anonimo in Sito delle Poste Ita...
Absolvo.it
Coffee and cigarettes
Dall'ordine al caos.
Il mio fratellino
Il quiz del cinema!
Le vecchie passioni non muoiono mai.
Lottiana(L)mente.
Migliora la razza umana: muori.
Ogni maledetta domenica
Un giorno un uomo incontra un cane
Un tappo di sughero
Una "sponsor" adorabile
Una sillaba...
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Botte di culo
Ossia quelle che capitano raramente. Ma si sa, "fortunato in amore"...
Qualche mese fa, spulciando il sito di un nostro fornitore beccai un grande obiettivo Nikon tra la merce rientrata. Prezzo d'occasione ma sempre troppo alto. Dopo due settimane però lo sconto era arrivato al 70% ed il prezzo si era fatto accessibile. Ordinato al volo.
Guardando e riguardando il codice però notai una discrepanza. Telefonata alla Nikon, telefonata al fornitore: si erano sbagliati, l'obiettivo non era quello descritto bensì il suo predecessore (parliamo degli anni '80), assolutamente non adatto alle fotocamere digitali.
Ordine revocato, rosicata infinita.
Oggi però la botta di culo c'è stata, decisamente. Da tempo cercavo un grandangolare spinto ed ogni tanto mi chiedevo come sarebbe stato un fish-eye. Due tipi di obiettivo fuori portata, entrambi sopra i 500 euro (anzi, anche sopra i 700, dipende dalla casa produttrice).
E... la Tokina produce un interessante 10-17, fish-eye con zoom (credo soluzione unica nel suo genere) che lo trasforma in grandangolare spinto (sebbene con lieve distorsione circolare alle focali sopra la 13). E sempre la Tokina è uscita di recente tra i produttori distribuiti dal nostro rivenditore, ergo svendita degli ultimi rimasugli.
E l'ultimo rimasto in magazzino era proprio il 10-17. Scontato del 50%.
Non è un amore?

E' bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
mentr'io districo le mie preoccupazioni
come fossero reti confuse.
Assente il tuo cuore naviga pei sogni,
ma il tuo corpo così abbandonato respira
cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
come una pianta che si duplica nell'ombra.
Eretta, sarai un'altra che vivrà domani,
ma delle frontiere perdute nella notte,
di quest'essere e non essere in cui ci troviamo
qualcosa resta che ci avvicina nella luce della vita
come se il sigillo dell'ombra indicasse
col fuoco le sue segrete creature.
Pablo Neruda
Ed è stata così questa notte. Tra il caldo, i rumori del palazzo ed i pensieri non riuscivo a chiudere occhio. Fissavo attraverso l'oscurità il soffitto, pensando e pensando e pensando.
Una di quelle notti che sarebbero state classificate come "senza pace".
Ma non lo era.
Mi bastava ascoltare il tuo respiro profondo, sentire il tuo piede che ogni tanto si allungava cercando un contatto, voltarmi verso sinistra e vedere la forma del tuo corpo addormentato.
Sei tu la mia pace.
Ti amo Laura.
Fine del terrore.
Ma terrore puro, da giovedì mattina fino a questa mattina.
Irrazionale, visto che la risposta la conoscevo... e come tutti i timori irrazionali doppiamente insistente.
Per fare il donatore di sangue bisogna prima fare delle analisi ed una di queste è per il test HIV. E nel momento stesso in cui sono uscito dal laboratorio dopo il prelievo sono scattate le seghe mentali.
"Dai, lo sai che non lo hai..." diceva il cervello.
"Sì ma metti caso che..." diceva il suo gemello cattivo
(Che vi credete, che solo nei film americani esiste il gemello cattivo? Illusi!)
"Ma quale caso che? Non ti sei mai fatto, non hai avuto rapporti occasionali... anzi, è grasso che cola se hai avuto le occasioni per un rapporto!" diceva il cervello (che cattivo non sarà ma a volte è bastardo).
"Stronzo. E comunque alcune storie di una notte le ho avute, non sarebbero forse rapporti occasionali?" dicevo io.
"Ecco, appunto!" esclamava il gemello cattivo.
"No, non è la stessa cosa. Non erano persone appena conosciute!" tornava a ripetere il cervello.
"E che vuol dire? Mica esibivano un certificato medico! Che ne sai con chi sono state o con chi sono stati i loro partner!" insisteva il gemello cattivo.
"Ma hai sempre usato il preservativo!" esclamava con tono trionfante il cervello, come chi butta sul tavolo un poker d'assi.
"Non per leccarla." replicava laconico il gemello cattivo, calando sul tavolo la scala reale.
Ad un certo punto avevo pure pensato "Se esce negativo mi taglio l'uccello."
"Tagliati la lingua piuttosto." sghignazzava il gemello cattivo.
"Guarda che stiamo tutti sulla stessa barca..." gli rispondeva il cervello.
A terminare le seghe (mentali) ci ha pensato il laboratorio, chiamandomi per dirmi i risultati erano pronti oggi e non domani come preventivato inizialmente.
Negativo.
Odio le seghe mentali. Ed i gemelli cattivi.
Continua la fase "stranita" iniziata ieri, complice anche una notte passata in buona parte a rigirarmi nel letto, incapace di fermare il cervello (sì, a volte invidio le nuove generazioni, tenere il cervello fermo è una abilità che hanno appreso dall'infanzia)... ergo non so cosa scriverò ma è altamente probabile non mi fermerò ad un unico argomento, gettandomi invece in un guazzabuglio di parole e riflessioni.
Iniziamo dalla questione dell'influenza suina... e delle colpe che hanno ed avranno i giornalisti.
No, non nel senso che sono dei porci (non del tutto e non tutti perlomeno) ma nel senso che quando si arriva alle porte di una pandemia si scopre una grande fetta della popolazione "anestetizzata" ed incurante e questo grazie al "lavoro" svolto dai giornalisti in occasione dell'influenza aviaria e della SARS.
La parola "pandemia" deriva dal greco (pan-demos ossia "tutto il popolo") ed indica una epidemia (di natura strettamente contagiosa) che interessa più zone del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una elevata mortalità.
Ricordate l'allarmismo dei giornali all'epoca della SARS? I titoli apocalittici sull'influenza aviaria? Non erano assolutamente basati su fatti concreti (cosa che dovrebbe essere alla base del giornalismo, non mi stancherò mai di ripeterlo) e nemmeno da una vera preoccupazione da parte dei giornalisti. No, era solo un modo come un altro per vendere più copie. In assenza di gaffe internazionali di Berlusconi o di tette al vento di una VIP quale titolo migliore se non una profezia di morte e devastazione?
Risultato? Il panico. Ristoranti cinesi vuoti (in fondo se la malattia è iniziata in Cina che importa che il ristoratore vive in Italia da decenni senza tornare nel suo paese?), allevatori in rovina, negozianti sull'orlo di una crisi di nervi. Ed in mezzo i polli.
Non quelli influenzati ma la gente che ha abboccato.
Oh, certo, per l'aviaria i giornalisti scrivevano "SE il virus dovesse mutare"... ma poi elencavano i casi di persone morte per il virus in questione.
Ed i polli (sempre la gente) leggevano avidi, perchè cosa c'è di meglio di quel brivido di paura per rendere più interessanti le giornate?
Solo che stavolta il rischio esiste davvero. Non è più un virus che passa dall'animale all'uomo, è mutato ed è in grado di passare da uomo a uomo, con la capacità di propagarsi a livello di piccole comunità.
Solo che stavolta non sono solo i giornali a parlare ma l'OMS, che ha alzato il livello d'allerta dal 3 (per intenderci, è stato il massimo raggiunto dall'aviaria) al 4. Il livello 5 indica una pandemia (sebbene non globale).
Solo che stavolta a parlare non è solo il TG ma il Direttore Generale dell'OMS che, pur spiegando si potrebbe benissimo tornare al livello 3, avverte non si può più parlare della necessità del contenimento dell'infezione bensì è necessario porre misure mitigative.
Tradotto in parole povere: la situazione è seria e potrebbe diventare grave, tuttavia al momento attuale, benché allarmati, non ha senso il panico. La stessa SARS, scoperta in breve tempo dalla sua diffusione, venne fermata efficacemente appena "sbarcata" in Canada, lasciando i profeti di sventura a fare la figura degli idioti.
Scommetto che le parole povere non verranno rispecchiate dai giornali e dai TG. Che a meno scoppi il seno rifatto di quella studentessa del Grande Fratello la notizia principale sarà l'influenza che verrà nuovamente accostata alla Spagnola del 1918 (specie considerando che anche quella fu, probabilmente siccome le prove non sono certe, correlata al tipo H1N1 ossia possibile fosse suina), con immagini fatte al PC di un mondo devastato. Sono cose che ottengono più share e più copie vendute dei meri fatti in fondo.
E poi... ora abbiamo il web. Siti giornalistici o di natura giornalistica commettono errori madornali, errori che spero siano frutto di sviste e non "mirati" a fare notizia. Un esempio? Ve ne darò due... ma senza nomi che già non ho soldi per casa, figuriamoci per degli avvocati. Il sito di una delle principali testate giornalistiche italiane ha tenuto per tutta la mattinata una pagina nella quale si leggeva che l'OMS ha aumentato il livello di allerta dal 3... al 5! Un altro sito invece sosteneva che erano 40 i casi di MORTI accertati negli Stati Uniti. Ma tra "contagiato" e "morto" c'è una bella differenza e visto il contesto come si fa a confondere le due cose nel rilasciare una notizia al pubblico?
E visto che ho parlato di casa... cambio argomento.
Chatwin ha scritto nel suo "Anatomia dell'Irrequietezza" che casa è "un posto dove appendere il cappello". Ora i tempi saranno anche cambiati ed il cappello non va più di moda... però è una definizione che mi piace molto. E pur ritrovandomi nel suo domandarsi "Perchè divento irrequieto dopo un mese in un posto, insopportabile dopo due?" credo che quel posto dove appendere il cappello sia fondamentale. Sia che si senta nel sangue l'istinto migratorio sia che si senta nel sangue il colesterolo ad appesantire le chiappe.
E perchè questa cosa, così fondamentale da far parte (tra i tanti documenti) della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, tradotta nella realtà è così dannatamente difficile da ottenere? Il Governo (quello Italiano, ma la cosa non è limitata al solo Belpaese) si è ben guardato dall'introdurre delle norme, dei tetti, dei limiti. Del resto un Senatore che paga 100 euro al mese per un mega appartamento a Piazza Navona perchè mai dovrebbe pensare alla gente comune, che guadagna 1.000-1.200 euro al mese (se va bene, eh?) e si sente chiedere 800 euro per un monolocale? No, figuriamoci. Molto più importante per il Governo era eliminare gli affitti in nero perchè in fondo sono soldini tassabili e senza tasse come si potrebbero mantenere i privilegi (non limitati alle sole case) di una classe politica sempre più simile ad una sanguisuga? E allora via... tu padrone di casa non hai limiti o tetti per le tue richieste, in cambio versi le tue belle tasse. E' così tutti inculati e pochi contenti. Ma sono i pochi a decidere in fondo.
Così come sono sempre i pochi a decidere come spendere il denaro pubblico, evitando case popolari, evitando di calmierare almeno i prezzi di vendita delle case e favorendo mutui bancari che hanno una sola logica conclusione: lo sfratto.
P.S. No, non sono stato sfrattato e queste considerazioni le facevo già da prima che si avvicinasse la scadenza del mio contratto di affitto.
Ogni tanto capita di parlare con qualcuno che elogia tanto il concetto di "famiglia". Amici che raccontano di come siano supportati dai genitori, di come parenti (anche non strettissimi) siano vicini. Di intere famiglie che non appena un qualche parente apre un negozio si fanno un punto d'onore di andare solo lì per gli acquisti. Di genitori che sostengono, con parole o gesti. Di unione, coesione.
Lì ripenso al concetto di "famiglia" che ho vissuto e che vivo. E che, sfortunatamente, vivono anche degli amici.
Confronto. Paragono. Ascolto e riascolto.
Per capire. O almeno provare a farlo... visto che è un po' come sentire un veterinario che ti spiega a parole come percepiscono il mondo i cani. Lo puoi immaginare ma solo in parte.
E mi ritrovo così... indeciso.
Tra il chiedere "Perchè?" ed il mandare un bestemmione da far tremare il cielo.
Ma per entrambe le soluzioni servono energie e non mi va di spenderne, è fin troppo pesante e faticoso pigiare questi tasti.
Anche scoppiare a ridere in faccia a chi parla di una famiglia così sarebbe faticoso con i muscoli del viso così tesi per non piangere.
Riservo giusto le energie per un vaffa di cuore a chi osasse dire "Dai, c'è chi sta peggio."
Diciamocelo, di tutte le frasi del cazzo questa è la peggiore.
Ma cosa cambia che qualcuno sta peggio?
Mi risolve i miei problemi? No, certo che no.
Mi dovrebbe far sentire meglio? Nemmeno, non vedo cosa ci sia di tanto allegro nelle sventure altrui.
Mi consolerebbe di più sapere che gli altri almeno stanno meglio, perlomeno gli amici.
La verità è che per ogni persona che ha una famiglia così "bella" (certo, per carità, ci saranno anche le ombre tra le tante luci) ce ne sono otto con famiglie che sono così così ed una con famiglie schifose, dove l'unico supporto che ti viene dato è un pesce in faccia (ed in effetti se stai cadendo a spaccarti il grugno il colpo in direzione contraria alla caduta lo si può interpretare con un "sostegno").
Per ogni genitore che ti dà consigli e ti lascia fare i tuoi errori ma sempre pronto a sorreggerti ne trovi uno che appena cadi si mette lì e ride mentre ti addita (magari aggiungendo "Te l'avevo detto che fallivi."). O che ti ignora del tutto.
Per ogni parente che ascolta i tuoi problemi e ti dà consigli o magari anche solo offre un orecchio amico ne trovi uno che, non avendo tali problemi, ridacchia e dice "Ma che vuoi che sia!".
E siccome quell'uno a me è capitato... ad ogni livello di parentela... ribadisco che per me la famiglia è un po' come dio: se vi fa piacere credeteci ma io personalmente non ci trovo conforto o consolazione, solo una grandissima presa per i fondelli.
Figata progettare cucina o camera da letto con il programmino automatico dell'IKEA!
Peccato solo che al momento del conteggio costi esce puntualmente fuori che tocca eliminare o modificare qualcosa... specie per la cucina.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d’accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali dei viali d’ippocastani.
Foglie morte - Nazim Hikmet
I tak wszystko na nic...
L'esperimento pare funzionare, a questo giro un bel 3 col Superenalotto.
Certo, ancora vincita da contentino (poco meno di 18 euro) ma mai preso 3 numeri in vita mia.
E allora proseguiamo che Splinder porta bene...
MA VOLETE FARMI VINCERE UNA SOMMA SUFFICIENTE A COMPRARMI CASA?
E NON NEL BANGLADESH PER FAVORE!
Girovagando su Internet ho beccato una bella frase... Triste ma bella. E vera.
Sarebbe bello se una volta, dopo aver risposto ad un "Ciao, come stai?", ci trovassimo di fronte uno sguardo amico e ci sentissimo dire "No, non dire 'Bene'. Dimmi la verità."